HO BRUCIATO LE MIE MEMORIE

I rullini fotografici raccontano un sacco di storie e le sanno raccontare con un certo fascino, con la stessa cura che uno scrittore impiegherebbe nel raccontare una sua storia. Quelle trentasei esposizioni sono speciali; trentasei scatti, trentasei eventi scelti accuratamente dall’autore per raccontare un momento.
I rullini sono dei piccoli magazzini di memorie.

Ho deciso proprio l’altro giorno di portare a sviluppare i rullini che mi hanno accompagnato a Berlino, nel mese in cui ci ho vissuto (Che puntualità eh!? son passati appena TRE anni). Ma quando son tornato per ritirarli mi hanno detto che, purtroppo, si erano totalmente bruciati, conseguentemente tutte quante quelle fotografie erano andate perdute.
Tutto in quel momento è crollato attorno a me.
Cosa significa questo?
Quelle luci, quelle persone, tutti quei luoghi catturati adesso stavano veramente aleggiando per aria attorno al rullino appena srotolato, allontanandosi nel vuoto come piccole particelle atomiche?
Erano davvero tutte svanite?

Probabilmente sì, o meglio, quasi.
Ragionandoci su: utilizziamo la fotografia come mezzo per catturare dei momenti, renderli immortali per poi poterli vederli di nuovo, ricordarli ed, ancora, riviverli.
Scattiamo tutti quanti fotografie nei luoghi che visitiamo/viviamo/amiamo, ai nostri cari, alle cose che più ci affascinano e lo facciamo per il gusto di intrappolarle, lì, per sempre, sopra quella lucida carta fotografica per tenerne memoria.

Immagaziniamo un sacco ricordi così da avere sempre di più bisogno di raccoglitori, poi di scatoloni e dopo ancora d’una soffitta ancora più grande. Necessitiamo di condividerli al tavolo con gli amici, sui social (che, sostanzialmente, son dei tavoli più grandi con molte più persone attorno). Abbiamo bisogno di tenerli vivi. Quando questi sono quiescenti, infatti, si assopiscono, allontanandosi sempre di più dai nostri pensieri, persino svanendo col tempo.

O forse no, insomma, raccogliamo davvero tanti altri frammenti di un luogo, tantissimi cimeli e li ammucchiamo disordinatamente dentro una scatola che, quando viene aperta, diffonde le sue incantevoli (o tristi) memorie.

Ripensandoci, Berlino, in fondo, non è veramente scomparsa dalla mia memoria. Sta ancora lì, tra le mappe della u-bahn, nei biglietti dei musei, nelle foglie secche e nei thé speziati comprati ai mercatini, vive persino nella sua lingua che (saltuarialmente) parlo.

(Però mi spiace davvero tanto si siano bruciati i rullini)

Esplorare è meglio se in compagnia di una Ciurma

Credo che, ad oggi, l’esplorazione sia la mia più grande passione. Mi sento spesso troppo costretto tra le mura di casa, mi stressano ed a dirla tutta la mia stanza ha davvero una cattiva esposizione, godo pochissimo della luce naturale del giorno, soprattutto in queste giornate avvolte da una coltre di nuvoloni grigi.
Dunque provo sempre a scappare: indossare la sciarpa, i guanti, riporre la macchina fotografica nello zaino ed uscire in cerca di qualcosa di bello da fotografare.

Lo facevo anche quando vivevo a Palermo, le mattine d’estate tampasiavo in cerca di qualche bel palazzo ben nascosto da poter immortalare.
Qui a Torino lo faccio per conoscere meglio la città, da quando mi sono trasferito qui non faccio altro che scoprire posti nuovi e questo mi rende un sacco felice.

In viaggio, poi, non faccio altro, be’, per la verità, viaggio solamente per questo.
Effettivamente non so, ma penso che a tutti capiti quella soddisfazione di immaginarci dei piccoli  Indiana Jones alla ricerca dell’arca dell’alleanza, (Per quanto lo adori, forse è un paragone che va svecchiato) avventurieri come Louis Cole.
Non lo conoscete?
Be’, è un tipo interessante, un avventuriero del calibro di Indy ma al posto di un revolver ed una frusta, porta alla cinta una coppia di macchine fotografiche con cui documenta la sua vita, i suoi viaggi. Mh, un Travel Vlogger, ecco come definirlo.
I suoi video sono pazzeschi! (Be’, non tutti, ma spesso li ho trovati molto d’ispirazione): Non solo perché la qualità fa da padrona e perché ti trasportano fino a quei posti meravigliosi, ma soprattutto perché esplora in compagnia di una ciurma!
Ultimamente ha visitato la Slovenia ed il nord Italia. Quella serie di video è meravigliosa ma, riflettendoci tutto ciò che la rende tale (oltre ai castelli ed alle camminate sui tetti di Bergamo città alta) è proprio la compagnia.

E’ una cosa che mi manca, parto spesso da solo, ho sempre pensato che in assenza di compagnia, in perfetta autonomia, avrei avuto una libertà assoluta, ed è così, certo. Però, vedete, condividere un viaggio, sembra  è magico e si capisce la grandezza di tutto ciò, insieme.
(Be’, certo, si perde però la bellezza del parlare da soli, in mezzo alla strada, per farsi compagnia, ovvio..)

Io non ho una vera e propria ciurma, probabilmente è quello che dovrei costruire, quest’anno (lavorerò soprattutto su questo,)  lavoreremo soprattutto su questo, per rendere l’esplorazione ancora più gratificante.

Ps: in effetti una bozza di ciurma ho cominciato a costruirla ed esplorare villa della Regina innevata è stato wow.

31651331463_b1b0c25529_b

32463171195_40b240e2e8_b

“Peace Out, Enjoy Life, Live the Adventure”
[cit.]